Non finanziate i cacciabombardieri F35

Alle autorità civili, politiche, militari, religiose, scolastiche tutte chiediamo che Brescia e la sua provincia non diventino il banco di prova dell’ingresso delle Forze Armate nell’attività educativa delle scuole pubbliche. Deprechiamo il tentativo di entrare nelle scuole superiori lombarde attraverso il Training Day. Chiediamo al riguardo alle suddetti realtà competenti una rinnovata riflessione affinché si impedisca ai nostri figli di essere addestrati militarmente attraverso il “gioco” o le “attività sportive”, e che la partecipazione ad attività di indirizzo militare sia riservata ai soli maggiorenni in sedi specifiche al di fuori del contesto scolastico ed educativo. Alla cittadinanza tutta chiediamo un serio ripensamento delle modalità con cui la “cultura delle armi” è rappresentata nella nostra società e sulla sua influenza sui rapporti interpersonali oltre che sulle giovani generazioni del nostro territorio. Ricordiamo infine, a sottolineare l’importanza della visita di Benedetto XVI, la grande tradizione sociale della Brescia cattolica che ha visto in Paolo VI il papa che ha creato la commissione giustizia e pace e avviato le giornate mondiali della pace come contributo specifico a un mondo senza guerre e violenze. All’interno di questa lunga tradizione anche Benedetto XVI si è inserito con decisione chiedendo in più occasioni la diminuzione di produzione e commercio di armi, la riduzione di spese militari a favore della cooperazione internazionale e il coraggio di un disarmo integrale. Ai giovani lombardi diceva in una udienza: “Cari giovani, siate ovunque testimoni di non violenza – questo è importante proprio oggi – testimoni di non violenza e di pace e con questo generoso impegno contribuirete a costruire un futuro migliore per tutti”.

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