“Stop alle forniture militari all'Arabia Saudita. Si salvi il lavoro in Sardegna”

“Stop alle forniture militari all'Arabia Saudita. Si salvi il lavoro in Sardegna”

L'appello ai parlamentari italiani presentato oggi alla Camera da Reti e associazioni della pace, dei diritti umani e dell'intervento umanitario. 

”UE, non investire in armi!”, lo chiedono quasi 120.000 cittadini europei

”UE, non investire in armi!”, lo chiedono quasi 120.000 cittadini europei

In una petizione online specifica, diffusa su tutto il territorio continentale e tradotta in cinque lingue, più di 117.500 cittadine e cittadini europei hanno finora espresso la loro contrarietà all'uso di fondi pubblici della UE per ricerca e sviluppo di nuovi armamenti.

 

Fonte: Rete Italiana per il Disarmo - Network ENAAT - 22 giugno 2017

Raddoppia autorizzazione ad export armi italiane, ma il Governo ne è contento

Rete Disarmo: tendenza che alimenta i conflitti, servirebbe invece più controllo e maggiore responsabilità

Raddoppia autorizzazione ad export armi italiane, ma il Governo ne è contento

Crescono vertiginosamente le autorizzazioni all'export militate italiano: 14,6 miliardi di euro (+85% rispetto al 2015, +452% rispetto al 2014). Il valore delle esportazioni effettive si attesta sui 2,85 miliardi, in linea con il passato, ma gli effetti delle autorizzazioni 2016 si vedranno nei prossimi anni. Pesa la mega-commessa (oltre 7 miliardi) di caccia Eurofighter per il Kuwait, ma tra i principali Paesi destinatari troviamo anche Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Pakistan, Angola, Emirati Arabi Uniti. Oltre il 60% delle nostre armi finirà a Paesi fuori da UE e NATO. 
Per Rete Disarmo si tratta di una politica insensata e che contribuirà a far crescere i conflitti, in contrasto con le nostre necessità di politica estera, come vorrebbe la legge 185/90
 
Fonte: Rete Disarmo - 27 aprile 2017
 

“Legittima difesa e armi: necessario rivedere le norme che regolamentano il porto d’armi e un censimento sulle armi”

Brescia, 22 aprile 2017

COMUNICATO STAMPA

Nei prossimi giorni in Parlamento si discuteranno alcune proposte di modifica delle normative attinenti alla legittima difesa. Al riguardo, l’Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza e difesa (OPAL) ritiene che, mentre possono essere comprensibili alcuni correttivi per modificare quelle norme che rischiano di penalizzare ingiustamente la persona che subisce un’aggressione, non è in alcun modo ammissibile l’assunto secondo cui “la difesa è sempre legittima”: per essere legittima la difesa deve, infatti, sempre rispondere alle condizioni, previste nel nostro ordinamento, della necessità di difendere se stessi o altri (e quindi come extrema ratio), di attualità o inevitabilità del pericolo (il pericolo deve essere reale ed effettivo e non solo ipotetico, presunto o possibile) e di proporzionalità tra difesa e offesa[1]. Inoltre, OPAL ribadisce che la potestà punitiva appartiene esclusivamente allo Stato che deve garantire le misure idonee a salvaguardare la sicurezza della collettività anche al fine di prevenire forme di “giustizia privata”.

HIT Show rivela il suo vero volto: un’operazione ideologico-culturale e, adesso, politica per incentivare la diffusione delle armi

Rete Italiana per il Disarmo - Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere di Brescia - e  26 Associazioni vicentine

COMUNICATO STAMPA

Bambini alla scorsa edizione di HIT Show - Foto: ©La Voce dei Berici

L’operazione che nei giorni scorsi ha visto protagonista Italian Exhibition Group (IEG), il nuovo ente promotore della manifestazione fieristica HIT Show (Hunting, Individual Protection and Target Sports), in programma a Vicenza dall’11 al 13 febbraio, è tanto incredibile nella sua goffaggine quanto patetica ed inaccettabile.

A seguito delle pressioni di alcuni esponenti del mondo politico veneto[1] e di alcune associazioni di categoria[2]Italian Exhibition Group ha infatti modificato il “Regolamento Visitatore” pubblicato sul sito ufficiale di HIT Show e ha reintrodotto il permesso di ingresso alla manifestazione fieristica a tutti i minori purché accompagnati. Nel regolamento pubblicato in precedenza era stato introdotto il divieto di accesso ai minori di 14 anni, segnalato anche nel modulo di acquisto online dei biglietti di ingresso alla fiera. Inoltre, dal sito ufficiale è stato rimosso il “Regolamento Espositori” che riportava importanti informazioni sulle tipologie di armi che gli operatori possono esporre in fiera. Sabato 4 febbraio sera, Italian Exhibition Group pubblicava, quindi, una nota sulla pagina facebook di HIT Show in cui comunicava che il divieto di accesso ai minori di 14 anni era da attribuirsi ad «un equivoco dovuto ad uno spiacevole refuso».

Una settimana di azione per la messa al bando delle armi nucleari: anche l'Italia partecipi ai negoziati ONU

Anche in Italia rilanciata la “Week of action” internazionale a sostegno dei negoziati per la messa al bando delle armi nucleari, che si svolgeranno nel 2017 in sede ONU. Senzatomica e Rete Italiana per il Disarmo chiedono che anche il Governo italiano partecipi ad una scelta di coraggio e lungimiranza per conto dell’umanità presente e futura

Il 2017 sarà un anno cruciale per l’obiettivo di un mondo senza armi nucleari: lo scorso 23 dicembre 2016 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha infatti adottato a larga maggioranza – 113 Paesi a favore, 35 contro, 13 astenuti, confermando una precedente decisione in seno al Primo Comitato sul Disarmo - una storica risoluzione per la convocazione di negoziati per un Trattato che proibisca le armi nucleari.

La piccola Presley e la responsabilità delle aziende produttrici di armi

Comunicato Stampa di OPAL - Brescia, 9 febbraio 2017 

Il video di una bambina statunitense cui viene regalato un fucile da tiro sportivo – postato in evidenza sulla pagina Facebook di Beretta U.S.A– ha fatto il giro del mondo, ottenendo migliaia di visualizzazioni e un ampio numero di commenti in buona parte critici. Possiamo comprendere le reazioni contrastanti e lo sdegno evidenziati da più parti: crediamo però che queste pur legittime manifestazioni possono correre il rischio di allontanarci da alcune questioni di interesse generale.

Vicenza: a quando il regolamento della fiera delle armi HIT Show?

In occasione della “Giornata della pace 2017”, Rete Disarmo, OPAL Brescia e 26 associazioni vicentine hanno sollecitato l’Amministrazione comunale di Vicenza a rispondere alla loro richiesta riguardo ad un regolamento della fiera delle armi HIT Show. 

Gentile Direttore,
il messaggio che papa Francesco ha inviato a tutte le persone di buona volontà per la “Giornata della Pace” del primo gennaio 2017 tratta un tema particolarmente significativo: La nonviolenza: stile di una politica per la pace”. È la prima volta in cinquant’anni che un pontefice pone al centro del messaggio della giornata il tema della nonviolenza.

Yemen, Rete Disarmo al Governo Gentiloni: si segua l’esempio degli Stati Uniti interrompendo forniture di bombe all’Arabia Saudita

Nei giorni scorsi l'amministrazione USA ha sospeso l’invio di diversi sistemi militari a Riyad a causa dei bombardamenti sauditi sui civili. La Rete Italiana per il Disarmo chiede un incontro urgente sulla questione con il nuovo Ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale Angelino Alfano.

Il governo Gentiloni interrompa subito le forniture dei sistemi militari che vengono impiegati dalle forze armate saudite e dai suoi alleati nel conflitto in Yemen, in particolare le bombe aeree che hanno già causato migliaia di morti tra la popolazione civile di quel martoriato paese”.

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Porteremo all’attenzione della Procura di Brescia anche le affermazioni odierne del Ministro Gentiloni sulle esportazioni italiane di sistemi militari all’Arabia Saudita

Le gravi affermazioni del Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni al Question Time odierno confermano la necessità di un’indagine della magistratura sulle esportazioni di materiali d’armamento autorizzate dal Governo Renzi verso l’Arabia Saudita. Le porteremo perciò all’attenzione del Viceprocuratore di Brescia, dott. Fabio Salamone, che ha aperto un’inchiesta sulle spedizioni dall’Italia di materiali d’armamento destinate alle forze armate della monarchia saudita che, a capo di una coalizione di diversi paesi, dal marzo del 2015 è intervenuta militarmente nel conflitto in Yemen senza alcun mandato da parte delle Nazioni Unite”. E' questa la posizione di Rete Italiana per il Disarmo a seguito delle dichiarazioni odierne alla Camera del Min. Gentiloni.

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